L'ultimo anno ha messo a dura prova ogni tipo di resistenza, anche quella della nostra bocca. Durante i ripetuti lockdown dei mesi passati, infatti, sembrerebbe essere calato l'utilizzo di spazzolini e dentifrici: il cambio di abitudini alimentari, l'impossibilità di sottoporsi a periodiche sedute di igiene professionale ed alcuni stati più o meno evidenti di depressione causati dalle chiusure improvvise, sono stati tra le cause del peggioramento della salute orale di tantissimi.

Pure la riduzione dei rapporti interpersonali ha contribuito ad aumentare la tendenza di ciascuno di noi a trascurarsi: l'uso della mascherina è necessario, obbligatorio ed utile a tutelarci, in alcuni casi magari può anche diventare un modo efficace per coprire un sorriso inadeguato, ma non aiuta a migliorare lo stato dei nostri denti. Perfino il consumo eccessivo di carboidrati e dei cibi cosiddetti consolatori quando siamo a casa, infine, può influenzare molto negativamente il rapporto con la flora batterica della bocca, portando a un aumento dell'incidenza di carie e malattie parodontali.

Aspettare tempi migliori può non essere la giusta strategia: i tempi migliori rischiano di essere i peggiori per la salute, anche della nostra bocca!

Il consiglio, dunque, è quello di non allentare mai la presa: sedute costanti di igiene dentale dal proprio dentista di fiducia, specie per coloro che sono affetti da malattie parodontali (come parodontiti e gengiviti) o che soffrono di carie frequenti, sono il mezzo più vantaggioso sia in termini di salute che in termini economici, quando l'alternativa è quella di dover intervenire di urgenza quando il problema è già in fase avanzata.

Contattaci per fissare una visita di controllo o una pulizia professionale al microscopio.

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Domande frequenti collegate all'articolo

Cos’è la malattia parodontale, conosciuta anche come piorrea?

La malattia Parodontale (una volta chiamata Piorrea) è una malattia infiammatoria provocata dai microrganismi della placca batterica. E indicata come malattia parodontale perché colpisce il parodonto, cioè l’insieme di strutture che circondano il dente e lo mantengono saldamente attaccato all’osso. Se non curata, l’infezione procede in profondità: la gengiva si allontana dal dente, creando tasche in cui i batteri si accumulano, il tessuto osseo viene distrutto;  i denti perdono supporto e diventano mobili.

Come capire se si soffre di malattia parodontale

La malattia provoca sintomi molto scarsi e quindi può progredire e agravarsi senza quasi accorgersene. Per questo motivo è fondamentale sottoporsi regolarmente a visite di controllo in modo tale che il dentista possa intervenire tempestivamente. In particolare, non bisogna aspettare che compaiano i sintomi tipici della malattia avanzata (per esempio la mobilità dei denti) per farsi visitare.

Principali segnali:

  • Gengive che sanguinano spazzolando i denti o mangiando cibi duri

  • Gengive arrossate, gonfie, retratte in tutta la bocca o solo su alcuni denti.

Fattori di rischio

Alcune malattie, come il diabete, e alcuni stile di vita, come il fumo, si associano con più frequenza alla comparsa della malattia.

Come si cura?

E’ irrinunciabile, per il successo delle cure, il miglioramento dell’igiene orale ed auspicabile l’abbandono di abitudini, come il fumo, che possono ridurre la possibilità di successo delle terapie. La detartrasi e la levigatura radicolare(cioè la rimozione della placca e del tartaro dai denti sopra e sotto il livello della gengiva) e la rimozione dei fattori irritanti locali (per esempio eventuali otturazioni non idonee) sono il fondamento irrinunciabile di ogni terapia parodontale.

Ogni quanto è indicato fare l’igiene orale?

Di norma, si consiglia di sottoporsi ad una pulizia dei denti professionale semestralmente (ogni 6 mesi) o comunque al meno all’anno. Per chi invece è affetto da infiammazioni orali o altri casi di malattie, dovrebbe essere effettuata ogni 3 mesi.

Cos’è la gengivite?

La gengivite è una malattia di tipo infiammatorio provocata da batteri.

La gengivite rappresenta il primo stadio di una malattia il cui decorso può essere invertito prima che degeneri in parodontite.

Campanelli d’allarme

I segnali che possono fare sospettare la presenza di un problema gengivale sono diversi:

  • Le gengive sono arrossate,

  • Le gengive sono gonfie e hanno una consistenza molle,

  • Stimoli modesti, come lo spazzolamento o la masticazione di cubi duri, le fanno sanguinare,

  • Le gengive danno sensazioni fastidiose o dolorose,

  • Si sente frequentemente un cattivo odore o sapore.

Come si cura?

Nelle fasi iniziali la gengivite è un disturbo lieve, che si può risolvere completamente e con facilità. La terapia consiste nell’eliminare la causa della malattia, cioè la placca batterica. Questo viene ottenuto con idonee tecniche di igiene orale che verranno indicate dal personale dello studio e che permetteranno di eliminare l’infiammazione gengivale e di prevenire il ritorno.

Una volta che la placca è indurita, formando il tartaro, l’igiene orale domiciliare non è sufficiente. In questo caso il dentista o l’igienista dentale procederanno a una o più sedute di igiene orale, con strumenti a mano o ultrasuoni.

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